Noi tutti sappiamo che esistono molti modi di comunicare, anche senza parole!

Un progetto di CAA può prevedere la possibilità di utilizzare tecnologie a “bassa tecnologia”, non elettroniche, “caa low tech” e/o ad “alta tecnologia”, elettroniche, “caa high tech”, ne abbiamo parlato qui.

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) consiste in una serie di metodi e tecniche che permettono alle persone di comunicare senza usare la parola o la scrittura.

È fondamentale per le persone mantenere vive le proprie relazioni così come le proprie abilità, applicarle nel lavoro e, più in generale, nella vita di tutti i giorni, ecco perchè l’utilizzo di ausili di CAA, consente di mettere in relazione ed esprimere il potenziale di tutte quelle persone che, per diverse ragioni, non possono utilizzare le parole!

Un principio-guida in CAA infatti è quello che la comunicazione, intesa come possibilità di entrare in relazione con altri, sia l’essenza della vita umana (Light, 1997) e che “ogni persona, indipendentemente dal grado di disabilità, abbia il diritto fondamentale di influenzare mediante la comunicazione le condizioni della propria vita” (National Joint Committee, 1992).

Peraltro, ridurre la CAA semplicemente ad uno strumento o ad una tecnica specifica, sarebbe un grave errore.
Essa consiste bensì in una metodologia multidisciplinare di presa in carico “longitudinale” della persone a partire dai suoi bisogni, il contesto in cui vive e le sue capacità comunicative. Infatti questi fattori cambiano nel corso della vita, in relazione all’età, all’evoluzione delle diverse patologie (acquisizione o perdita di abilità ma anche modificazioni dei profili clinici e funzionali), così come cambiano anche i partner ed i contesti di vita.

In ogni caso la tecnologia non può prescindere da un progetto di CAA e da un team multidisciplinare che, in rispondenza ad un modello, selezioni la soluzione assistiva più adatta per supportare la comunicazione di un utente con Bisogni Comunicativi Complessi (BCC) attraverso un processo di feature matching: all’individuazione degli strumenti più idonei concorrono requisiti operativi degli strumenti che si ipotizza di utilizzare, vincoli esistenti personali e ambientali e il profilo delle capacità sugli aspetti motori, sensoriali e percettivi, sulla codifica a codice e sulle richieste cognitive e linguistiche (Baker, 1986; Koester & Levine, 1996; Vanderheiden & Kelso, 1987).

Tutto ciò premesso, nei prossimi articoli cercheremo di capire come si è sviluppata nel tempo la metodologia di CAA, quali sono gli obiettivi di CAA, oltre ad approfondire alcuni degli strumenti che essa può mettere a disposizione nel contesto sanitario.

Crediamo infatti che, alla luce delle nuove tecnologie digitali, le soluzioni di CAA possano migliorare la vita di molte persone ed abbiano importanti spazi di crescita.