Comunicazione Aumentativa e Alternativa, un po’ di storia

    “Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione.” Zygmunt Bauman

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) nasce ufficialmente a Toronto nel 1983 con la creazione di ISAAC (International Society of Augmentative Alternative Communication). Tuttavia, come ambito di studio e di intervento, la storia della CAA affonda le proprie radici nei decenni precedenti.

L’origine della CAA

Fra gli anni ‘50 e ’60, infatti, in alcuni paesi di lingua inglese, in particolare negli USA e in Canada, alcuni operatori della riabilitazione avevano già maturato la consapevolezza che molte persone disabili non sviluppano competenze adeguate di comunicazione verbale, nonostante anni di esposizione ad un intervento tradizionale di terapia del linguaggio (con esercizi di imitazione vocale, di articolazione, fonazione e rieducazione della respirazione) ed avevano avviato i primi tentativi di superare le difficoltà di produzione linguistica mediante mezzi sostitutivi.

Come anche per altre discipline, l’origine e l’evoluzione della CAA prende spunto da alcune acquisizioni scientifiche, sociali e tecniche di particolare interesse per questo campo specifico, fra cui:

  • La ricerca in campo linguistico opera una distinzione fra prestazione linguistica (speech) e competenza linguistica (language) indicando come quest’ultima possa esprimersi non solo attraverso il linguaggio orale, ma anche mediante altre modalità di comunicazione.
  • Negli anni ’60 molte società occidentali sono percorse da spinte egalitarie che rivolgono attenzione alle categorie più svantaggiate. Le persone non udenti americane sono le prime che rivendicano il loro diritto ad essere educati ed istruiti nella lingua dei segni.
  • I sistemi linguistici a “simbologia segnata” mostrano efficacia anche con bambini con ridotte prestazioni intellettive e con bambini udenti che presentano riduzione delle competenze di comprensione e produzione della lingua orale. Lo stesso accade negli anni ’60 con la sperimentazione di strategie di CAA ausiliarie, che fanno uso di tabelle di simboli e del codice morse, su giovani adulti.
  • Gli anni ’70 segnano il periodo di più rapido sviluppo della CAA nei paesi di lingua inglese. Nel 1971 a Toronto vengono utilizzati per la prima volta simboli grafici (Blissymbolics)basati sul significato simbolico e non sulla fonetica . Questi simboli venivano appresi con facilità anche da chi non riusciva ad acquisire il codice alfabetico e permettevano l’espressione di concetti anche molto sofisticati.

L’evoluzione della CAA

Le nuove conquiste tecnologiche rappresentano una delle tappe più significative nell’evoluzione della CAA. I principali passaggi:

  • Il primo ausilio tecnologico specificatamente dedicato alla comunicazione è stato il POSSUM (o POSM – Patient Operated Selection Mechanism) finanziato dalla Polio Research Foundation, usato poi fino alla fine degli anni ’70.
  • Nel contempo dall’inizio degli anni ’80 iniziarono ad essere pubblicati casi di persone che, attraverso programmi di comunicazione alternative alle terapia tradizionali del linguaggio, riuscivano a migliorare la qualità delle loro vite.
POSM – Patient Operated Selection Mechanism
  • Nel 1980 e 1982 a Toronto si tennero le prime conferenze internazionali sulla “Comunicazione non orale”. Nel corso della conferenza del 1982 venne presa la decisione di creare un’organizzazione esclusivamente dedicata a questo campo clinico. Nel 1983, professionisti di 25 paesi del mondo (per l’Italia la Dottoressa Aurelia Rivarola) formarono l’International Society for Augmentative and Alternative Communication (ISAAC).
  • Nel 1985 iniziò la pubblicazione di AAC – Augmentative and Alternative Communication, rivista ufficiale di ISAAC e nel 1983 fu realizzata la prima Conferenza Internazionale di ISAAC. Le Conferenze da allora si tengono biennalmente in varie parti del mondo e contribuiscono alla diffusione in tutto il mondo delle esperienze e conoscenze in CAA.
  • A partire dagli anni 2000 la tecnologia “mobile” da impulso ad una nuova generazione di ausili di CAA abilitati dal “digitale” che pervade molti ambiti della nostra vita quotidiana.

La nostra “mission” nella CAA

In alcuni Paesi l’utilizzo della CAA è stato validato per quanto riguarda la tutela delle persone con difficoltà temporanee o permanenti di comunicazione nelle strutture sanitarie (Blackstone e Pressman, 2016)1.

Una delle risposte è DICo® 1000, uno strumento ad alta tecnologia, che permette l’opportunità di comunicazione alle persone in terapia intensiva che hanno difficoltà a esprimersi a causa di patologie permanenti o temporanee.

Dico®1000_tablet_per_caa